Samuel Heron, un disco contro le finzioni da social

“Uno smascheramento e un mettersi a nudo”. Così Samuel Heron descrive ‘Triste’, il suo nuovo progetto discografico in uscita venerdì 17 maggio. Otto tracce che spaziano negli influssi musicali e nelle liriche per parlare di autenticità nell’era dei social: “Questo disco è un invito a liberarsi, a non sentirsi costretti a mostrare solo cose belle nel mondo scintillante di Instagram”, spiega l’artista di La Spezia, all’anagrafe Samuel Costa.
La traccia d’apertura ‘Che palle’ svela da subito questo concept: “Sono una persona che si lamenta molto, però cerco di cambiare le cose, non è una lamentela fine a se stessa”. Lo sfondo sociale c’è anche in ‘Gang (ora)’ e ‘Gang gang (prima)’: “Vedo che molti gruppi di ragazzini sono disgregati in confronto a prima. Fare gruppo è stato fondamentale per la mia crescita.
In ‘Ora’ ho descritto una scena da cartoon. In ‘Prima’ invece mi baso sui miei ricordi, per questo ho voluto il sample dei Sangue Misto: ricordo l’importanza di vivere insieme la passione per l’hip-hop”.
Scrivere per immagini non è una novità per Samuel Heron, che ha sempre partecipato alla creazione dei suoi video: “Ancora manca la concezione di un artista che faccia qualcosa oltre le rime: l’MC nasce come intrattenitore”. L’album conta alcuni featuring, come quello de Lo Stato Sociale in ‘Londra’: “Ci ho messo molto di me e degli amici che sono andati a vivere in Inghilterra. Sentivo che mancava la magia del ritornello, allora scrissi a Lodo che casualmente era a Londra, dalla sua ragazza.
L’ho preso come un segno del destino”. Molto personale anche ‘FB’: “E’ stato uno sfogo. Quando, riascoltandolo, mi sono accorto che non era un pezzo ‘vendibile’ , allora ho capito che era giusto per questo progetto: l’ho lasciato sporco, e sul finale volevo un urlo, quindi ho chiamato il sassofonista Stefano Baraldi”. Più leggero il featuring con Tony Effe su ‘Papi Chulo’: “Quando c’è Tony, si preannuncia subito un certo livello di ignoranza! Ma io sono ‘Papi Chulo’ così come ‘FB’ e non a caso il brano è partito da una mia produzione. Con il reggaeton ci son cresciuto, tra i ragazzi domenicani di La Spezia”.
Dopo alcune date estive, tra cui al festival Nameless (7-9 giugno), per l’autunno Samuel Heron sta progettando uno show più completo: “Voglio integrare coreografie e recitazione: non vedo l’ora”.

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